https://www.camerepenali.it/cat/15899/il_reciproco_rispetto_dei_confini_istituzionali.html
Condivido pienamente questa bella riflessione sui confini tra Poteri dello Stato e sul Principio di Indipendenza della Magistratura.
È proprio così: il magistrato, oltre ad essere indipendente e imparziale, deve altresì apparire tale.
La Costituzione, all’art.101, sancisce che il giudice sia soggetto solo alla legge.
Quella stessa Legge che regola natura e confini tra i Poteri dello Stato, sancendone il binario di legittimità.
In gioco è, oggi, da tempo, il nostro Stato di Diritto.
Si è perso il senso del limite: da più parti, in più direzioni.
E lo si è perso anche, ciò che rappresenta un fatto gravissimo, a livello istituzionale.
Il Potere, nelle sue diverse diramazioni, è andato oltre il proprio limite.
E l’informazione, non più cane da guardia della democrazia (dunque argine per ogni deriva), è divenuta diffusamente strumento di alimentazione di un sistema in cui il Potere, nel travalicare i propri confini, agisce solo per alimentare se stesso: erodendo, ogni giorno di più, diritti, doveri, libertà, garanzie …
Un Potere che va oltre se stesso non può garantire nulla: né libertà né sicurezza né tutela dei diritti fondamentali né tutela delle vittime di reato né salvaguardia delle fasce più deboli né tutela del lavoro nelle sue diverse forme né tutela dell’operato delle forze dell’ordine …
Niente di niente.
Un Potere così garantisce solo ed esclusivamente se stesso.
E la vittima è l’individuo: ogni individuo.
© Avvocato Silvia Cignoli